Alice

Utente: Larual
Nome: La Zingara... La forza dell'uomo è la pazienza..il saper attendere..dolcemente aspettare...tutto arriverà nel frammento di un attimo...dolcemente...

parole dinstancabile presenza

utente anonimo in La 31Photo taken fro...

_MG_6268

DSC_0321

DSC_0361

DSC_0299

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

...Le HaI VistE ?!

...ci sono *loading* Orme
giovedì, 20 agosto 2009


La 31


10Photo taken from http://www.hernan.ameijeiras.com/   





Forse è difficile pensarlo,
così come forse non è poi tanto complicato immaginarlo...

Ma lì, dietro i grandi grattacieli di PuertoMadero si estendono ammassate le une alle altre,
quasi per sostenersi e non cadere,
un'immensa quantità di case di marzapane...

e fu come entrare di botto, come Alice nel paese delle meraviglie,
in quell'altra storia nella storia, quella dei due fratellini,
che tanto mi piaceva...
quella di Hansel e Gretel...

 
camminavo per quelle strade mentre l'anfitriona salutava le signore con i loro bambini, i nonni seduti nella piazza di cioccolata fondente...
io ero troppo impegnata a immergermi nei colori rossi di quella terra,
una ragazzina si stropicciava gli occhi,
la sua casa di marzapane si era bruciata nella notte, lì l'elettricità di una lampadina è rara, perchè rovinare tanta meraviglia....e una candela di un vicino che stanco si addormentò, si sbrodolò nella sua ultima goccia...non voleva spegnersi e morire...e quell'ultima goccia infuocò il materasso di piume d'oca, ed il tetto di millefoglie fino ad arrivare nell'ugola di una nonna che dallo spavento gridò e gridò, nella notte gridò.

...tutto bruciato, tutto bagnato, lo unico que queda è questo prurito nell'occhio destro, che proprio non vuole andare via, nonostante il latte di perro o i semi di vino o gli oli essenziali di jasmino e lavandaì...

il cammino continua per quelle strade tortuose come le sfoglie di una coda d'aragosta, fino ad arrivare vicino ad un portone...mi rendo conto che quest'aria e questi profumi, io gli ho già assaporati in qualche parte del mondo un po piu secca...chiudo gli occhi...e ritorno per un nano, vicino alle coste dell'Adriatico, in una terra dove il buon giorno è Mirdita e dove gli alberi se li sono mangiati tutti i bambini ed i cani e le violente tartarughe d'acqua, una terra aspra come la sua storia, la terra dell'alba...

il rumore di un catenaccio mi sveglia, un portone di lamina si apre, un atrio, coperto da una tettoia precaria, due uomini ed una donna tagliano premurosamente cipolle e carne...c'è da pelare le patate, da pulire le zucche, da spellare le carote, da tagliare tutte queste cose in piccoli quadratini simmetrici ed attraenti, bisogna farlo, y ya...sono già la quattro, alle cinque e mezzo i bambini escono da scuola...è tardi...

sono finita nella casa della strega cattiva penso...dov'è il forno? entro nella minuscola casetta, assomiglia a quella che ha ospitato biancaneve nel bosco...percepisco l'odore del fuoco...sapevo ci sarebbe stato...un odore forte di gas, un grande pentolone pieno di acqua, come quello della nonna quando prepara la salsa, lo stesso aggeggio per far uscire dal gas il fuoco, lo stesso pentolone da litri e litri e litri di rosso pomodoro, lo stesso identico odore...cerco un coltello per difendermi, anche se penso che pure la mia nonna usa questi stessi aggeggi eppure non ha mai cucinato nessun bimbo...al contrario, lei, ha cresciuto tanti esseri umani

...infati, dal piccolo patio si distende nell'aria una pace rara...la mia mente fantastica troppo a volte....e delle risa...di là nessuno stregone e nessuna matrigna....solo si cucina e si scherza, si comparte e si racconta, e si prepara la cena per tutte quelle mamme che hanno preso l'impegno di non cucinare ma di crescere i loro cuccioli, di aiutarli e sostenerli, di prenderli per mano...

voy pa' el patio, tutti sono già all'opera tra taglieri e coltelli, mi viene data una scatola:
- Tagliali a metà!
la apro, una quantità industriale di alfajores bianchi si distendono sotto i miei occhi...stringo il mio coltello ed inizio a dividere per due quelle ruote bianche di biscotto che trattengono tra loro uno strato di dulce de leche.

mi chiedono cosa faccio qui, ed una voce risponde per me:
- Canta tarantelle!

...e li i ricordi si srotolano tra le cipolle e carne per il ghiso... una volta, in un quartiere italiano, la domenica, tutti uscivano le loro tavole per la strada, e si mangiava tutti insieme e si cantavano tarantelle...
- Da quanto tempo che non sento cantare dal vivo una tarantella!
....e così mi invitarono a tornare per la "festa del bambino", a cantare per questa

Villa31...

Listo! Latte, mate cocido, alfajores...è l'ora della merenda...ad uno ad uno in ordine, con rispetto, chi piu chi meno, ma tutti uguali, i bambini prendevano la loro merenda, e raccontavano nei loro accenti più dissipati, ed i loro volti colorati di tutti i colori del mondo e quegli occhi scuri e chiari come il mare...
- Leche!
- Mate cocido!
- Mate cocido.
- Mate cocido.
- Leche!
- Mate cochido..
- Ma avrai a stento tre anni prendi il latte!
-...mate cocido....
- Mate cocido...
- Leche!
e biberon e bottiglie di plastica da riempire....e ridevano alle poche frasi in italiano che uscivano a causa delle loro curiose domande. Anche loro sono figli di immigrati, anche loro sono immigrati...
Ed intanto delle scodelle si ammontonavano vicino al portone....quelle stesse, mentre i bimbi dopo la merenda tornavano a giocare a rotolarsi in una montagnetta di cioccolata in polvere, facevano la coda per loro, li pronte a ritirare, qualche ora dopo la cena...che nei pentoloni, nella piccola casetta si stava cucinando...

E ritornando nella mia realtà, mi chiedo...perchè in Argentina, ogni favola è capovolta, perchè in questa terra d'Argento i pentoloni cucinano per i bambini, e non i bambini, perchè in questa terra tutto è pssibile...forse sarò io ad essere diversa?

e le case di marzapane restano dietro alle mie spalle,
ed i miei piedi sicuri camminano in quella zona franca
dove il cioccolato in polvere lotta contro l'asfalto
e gli uomini contro la miseria....

ed eccomi su un collettivo, dinuovo serena, felice di aver vissuto una favola così dolce di un lugar, benedetto dal cielo e dai suoi angeli.

Solo 200 metri, e riecco il mostruoso Retiro ed quei maledetti grattacieli di Puerto Madero, riinizia l'ncubo,
ma ora sono armata....
quel coltello,
l'ho portato via con me!

postato da: Larual alle ore agosto 20, 2009 23:17 | link | commenti (1)
categorie: cultura, intercultura
sabato, 20 ottobre 2007

GiochidiVitaNettareDiVino


DSC_0166



Cosi scorre il tempo...cosi tremendamente veloce, cosi tremendamente lento...e il tempo scorre e le fobie aumentano e gli attimi passano e la gente ti attraversa mentre i ricordi, come sempre restano intrappolati in immagini sfuse, coinvolgenti, sempre illuminate da una leggera luce falsata...e la gente scorre...e le emozioni fanno pulsare le vene blu di tristezza, una tristezza endogena che la vita non vuole lasciare evaporare al sole...

quante volte ti hanno ripetuto che la ruota gira...quante volte ti hanno avvisato per salvarti a metà...uomo di malcoscienza..chi le fa le pensa...apri gli occhi beggia mia...e 'nu cadire...sai perfettamente che a tutto c'è rimedio, come sei convinta che volere sia l'unico tuo potere...e che un altro settembre è passato, un altro ottobre si traveste di autunno mentre aspetti il mese di novembre ansioso..per gustare il vino nuovo, frutto lui, del sole e del lavoro dell'uomo dal profumo aspro... di scirocco...

DSC_0175

tutto cambia tutto evolve...e perché avere allora paura quando sembra che ti abbiano già detto tutto...
nascosta dietro veli leggeri... tenti di nascondere una naturalezza che si espande oltre quella rete di filo grezzo...e ti rifugi allora nell'arte anfetaminica e  nel nettare di vino...ascolti allora, per una nuova volta la vita...

tutto avviene per una ragione e non puoi riempire di nuovo la tua bisaccia fino a quando l'ultima goccia d'acqua ha rinfrescato la tua gola secca...e sempre più assetata ricerchi con rabbia quello che vuoi...un elemento, un respiro, un sollievo, ricadendo e scacciando con difficoltà i tanti miraggi, appaghi infine la tua sete...
DSC_0254

Scale bianche, sole alto, cielo sereno, e folle, folle di gente che scivola, cade, si siede, sorride, ascolta distratta, scende, fuma, beve, prende una foto, bacia una mano, abbraccia i suoi sogni, piange...musica e voci...parole taciute e sguardi nascosti...voci gridate, sconosciute, cantate, rosse, straniere, voci ubriache, di vino, di virtù di speranza di allegria, voci familiari...poco a poco...e chitarre e percussioni...e il verde di cornice e il vento che soffia sotto le ali di quegli esseri capaci di volare...un'altra casa, un'altra famiglia, un altro bene, un altro male...tutto cade addosso nella stessa velocità in cui ti allontani per non farti travolgere troppo...

et la Princesse des escaliers chante legère
...e VOLA...vola sopra le sue insicurezze, sopra le sue paure, solo in quei momenti, in quei momenti in cui tutto si ferma, e la sua voce esce grattando le corde vocali...e in quel momento...è felice... e non pensa al suo vagare senza senso... perché è felice...perché è vita... perché è viva...perché è musica...


...è questo...

                    questo è il Sacro Cuore...



DSC_0168


nada me han enseñado los años
siempre caigo en los mismos errores
otra vez a brindar con extraños
y a llorar por los mismos dolores



La Zingara

postato da: Larual alle ore ottobre 20, 2007 01:56 | link | commenti (4)
categorie: skritturafreska, solopensieri
sabato, 14 luglio 2007

...giragiravolta...

silvia...

 

in una Parigi lontana che ha dimenticato il suo raggio di sole, dove l'estate sembra una stagione che  preferisce saltare, dove la musica non smette mai di vibrare, dove lo spirito non ferma il suo vagare, dove la mente gira anche senza pensare, dove le nuvole sono sempre ferme per piangere ed il vento a volte soffia tra le foglie di alberi che cadono già per terra, stanche

in una Parigi che non si ferma mai, laboriose formiche corrono in direzioni opposte e meticolose di radici senza ragione e reti sporche di nero, tutto gira anche senza pensare, vivendo sottoterra antiche tombe riprendono vita, e sulle loro teste il profumo di apocalisse sembra prender vita nel grigio appesantito di cielo corrotto di ossigeno consumato

in una Parigi sconosciuta c'e un angolo buio dove solo una lanterna brilla, tra costumi sparsi, un accampamento di nidi di ragni che tessono la storia, un cammino cullato soavemente dal dio del sogno, un suono pungente risveglia l'attenzione mentre goccie calde scorrono vivaci, buongiorno assonnato...

gonne

scendi apri corri aspetta ora vai avanti fai attenzione gira a sinistra e sempre dritto prima a destra scivola su questa discesa...rue poulet in perpendicolare, barbès da lontano una luce gialla fa il girotondo attorno ad una grande eMme... non prendere il suo foglio bianco, non è buono, ma questo papier di giornale potrebbe esserlo, ma non c'è tempo, 22 minuti prima sarebbe stato diverso, prevedibile e innato ritardo, tre minuti prendi fiato chiudi gli occhi per non vedere anche se già l'hai fatto e allora lo fai per bloccare il to stomaco che gira infretta per quei piedi mangiati dal freddo mentre una bambina cammina al contrario...monta, la saggezza dell'uomo forse ti parlerà anche questa volta...o silenzio...un suono pungente, forse un La, mescolati ora nel ventre di questa città, nero giallo rosso amaranto vivace e spento ride mentre lui piange il bambino dorme ancora e l'anziano chiede l'elemosina ad una ceca donna sola, ora puoi chiudere di nuovo gli occhi, scorre sempre il tuo viaggio come la tua anima regressa, una due tre punto a capo sali sulle mobili scale di babylonia, pass magnetico, corri ancora non è finita...entra nel bosco supera l'arco cinese rosso e antico sulla tua destra un tempio di vetro bianco attira l'attenzione ma segui il sentiero fino alla fine arriverai all'inferno...e li iniziera una nuova giornata...tic tac toc ...scrivi inchiostro turchese, macchia questa mano già stanca e blocca le orecchie delle voci fiabesche...

lo stomaco urla caffeina...esci allora da quel bosco verso i fiori gialli ma cammina lentamente, non c'è la potrai mai fare...il perche...non lo sai..allora vai senza motivazione accumulando sogni e preoccupazioni, prima o poi finirà... tu cammina... sampietrini incastonati di napoli nascoste... torna nel barrio...

DSC_0016

diciotto passi

diciotto pensieri

diciotto profumi

diciotto sorrisi

diciotto annni

diciotto lacrime

diciotto baci

diciotto amici

diciotto suoni diversi

frontiere immaginarie prendono vita lascia scorrere allora le ruote, un nano gentile parla, il gatto guarda il carpentiere che nella corte lavora ancora...

lalla e lallo

solo il tempo di un'armonia e tutto scorre ancora, dove questa volta non lo so...in una casa occupata, in una cantina di vino, in una jamaica malcreata sui binari di un treno sulle ali di un pensiero, nella riddim ripetuta, nello sguardo latinoamericano... un suono pungente prima o poi si risveglia in una Parigi assente.

 

après, tout s'arret...sbarra gli occhi su questa sensazione inaspettata,

azione, ripercussione, reazione...

e giravolte nell'aria...

DSC_0023

sulla porta il dio che danza giusto accanto un germoglio di rami secchi, un quadro vuoto custodisce i tuoi gioielli sopra un filo rosso una sedia giace sileziosamente parla di se, placard e immagini dagli angoli bruciati di umido, arancio bruciato anche lui e foglie di plastica giocano con un triangolo di conchiglie su un telo viola e nero e d'argento spezzato, una tenda di carta di riso regge un leggero riposo di pappaglalli di tutti i suoi colori, una finestra che riflette luce, ma solo la mattina presto quel muro allora diviene mare, questo mausoleo non finisce di racccontare storie su uno specchio ondulato giace il sorriso innocente del capitano e una scatola parla ancora del sunto di casa il cappello di paglia si duplica e triplica la vogllia di sole mentre il fumo sacro di questo pezzo di legno sale in batuffoli di fumo e parla di te...

in tutto questo musica

e solo musica,

armonia,

tristeza,

olbida,

allegra

si

ma non troppo,

andante e stonata,

lontana e violata,

gridata mixata sussurrata 

sofferta

creata

improvvisata

decisa e rivoluzionaria

innamorata

sorpresa

e sorprendente,

musica airì, di tucurù,

musica

de vin,

de vertù,

de poesie, 

musica in tutte le razze

musica di tutti i colori

e solo musica e niente e nientaltro

di piu

semplicemente musica

...questo vibra ancora nell'aria consumata e stanca...

musica e solo musica questa l'essenza...

musica

 

albero genealogico 2


postato da: Larual alle ore luglio 14, 2007 13:03 | link | commenti (4)
categorie: skritturafreska
domenica, 20 maggio 2007

DSC_0433

 

Alle volte mi piace giocare il ruolo dello spettatore...a volte sono li, seduta sulle rive del canale... pinard à la man, clup dans l'autre...e occhi attenti... fissati come nel vuoto...per ascoltare...in silenzio senza sentire il peso dell'obbligata risposta...l'argomento piu o meno valido scende con un'insolita indifferenza sul dorso piegato di una ragione che preferisce staccarsi dalla sua natura e snodarsi tra pensieri, ricordi, frasi ascoltate nel vuoto...

è un miscuglio di sensazioni... stanchezza, miel di testa, tristezza, nostalgia e speranza, lottano contro le lacrime represse d'orgoglio...e manca tutto quando già possiedi  l'essenziale...come un forte dolore grava sul seno materno, sullo sguardo di donna, sul sorriso infantile...e mille domande come frecce feroci strappano gli ultimi respiri del tuo cervello senza mai dare tregua...e quando riesci ad alzare la bandiera bianca scopri la cosi inattesa solitudine...

ed è cosi forse che nascono le opere d'arte...o semplicemente sono origine di follia... altri direbbero semplicemente la vita... si dice che la vita sia unica... ma ne siamo proprio sicuri?... è forse questo il suo vero peso...un unicità che rende malati ...un'unicita preziosa che scivola negli imbrogli di angeli neri...e arriva un momento, o forse è un momento che si ripete ogni giorno...dove devi trovare la forza di alzare quella testa e aprire quegli occhi e sgranare quelle mani...in logiche che a volte seguono un'unica linea metrica quando le armonie potrebbero essere nascoste in mille ed una nota...

e ripeti svogliatamente che devi smetterla di porti male...che devi smetterla...semplicemente smetterla...perche tutto è semplice, tutto deriva da una scelta...che probabilmente non sarà l'ultima...e qualcuno ti darà prima o poi un'altra opportunità...e poi ti domandi...ma di cosa sto parlando...credevo che tutto quello che potevo desiderare fosse una vita umile, una famiglia, la salute...ma forse non è cosi...perche ho già tutto questo...e non mi basta...questa insoddisfazione che nasce già triste in consapevolezze stravolte da piccole insetti fastidiosi, lasciano intorno al mio corpo un'aria pesante che riesco a curare solo in musica...e quando lei non c'è...allora li...li davvero mi sento sola...

e poi rientri un po nei tuoi deliri, persa...e su una macchina programmata incontri una bella signora bionda e un passeggino...sorriso svelto, bonjour sussurrato...e il pianto di un bambino...la voce materna sussura nuovamente orgogliosa..."non ti preoccupare Ulisses, sarò accanto a te  in ogni tua avventura"... et dans chaque aventure...  il mio viso si arrossisce, il mio corpo si infiamma, i miei occhi si accendono all'improvviso, e dall'alto lo sguardo attento di un fratello mi sorride... ciao laura, una voce già familiare attira la mia attenzione per la seconda volta mentre mi allontano guardando verso una porta che su una nota si ferma...

 ci sentiamo obbligati a seguire una strada, quando la strada ci ha mostrato che esistono altre vie...ma non sai perche ti senti obbligato a seguire la retta...e ti fa male sentirti diverso, e ti fa male capire che non riesci a assaporare...e la saggezza ritorna alle orecchie...ci nu ricchisci...campi...e poi mi domando se è proprio questo il problema...come in un circolo che ha smesso di essere virtuoso e si snoda a spirale verso il basso...et il boulanger all'angolo mi risveglia per la terza: "c'est normal...mais ça c'est seulement un chamin"

e forse forse sono ferma per piangere, cosi come fanno le nuvole, e aspetto... aspetto che il vento mi faccia risollevare e che il sole faccia evaporare i miei malesseri generali...e forse aspetto questo vento da tanto tempo...ma quando arriverà, come una tempesta sarà forte, tumultuoso, imponente...rumoroso...rosso di sabbia... di terra ...

IMG_0572

 

la

zingara


postato da: Larual alle ore maggio 20, 2007 02:13 | link | commenti
categorie: skritturafreska
martedì, 03 aprile 2007

...BUONGIORNO...

e ogni sogno ha una sua logica...ma quando si  sogna di essere un pesce....e si muore mangiato da un pesce piu grande...tipo squalo....ma stupido....la logica esiste ancora? o è solo l'Ale che sta impazzendo....

 

Thomase

ci vediamo à Bratislava


postato da: Larual alle ore aprile 03, 2007 13:35 | link | commenti (1)
categorie:
venerdì, 23 marzo 2007

...And I give my love to Lord...
Otro mundo es posible
...Kairos...
Déveleça
La Zingara

postato da: Larual alle ore marzo 23, 2007 00:59 | link | commenti (1)
categorie:
lunedì, 12 marzo 2007

Riti di Passaggio

DSC_0025

 

Immagini confuse e sfocate si ribellano in un corpo staco e fragile, nelle prime luci di un sole pallido come la mia anima riflessa nel rosso dei miei occhi inondati di rabbia ribelle...le mie orecchie ascoltano ripetutamente le strofe di melodie sudate mentre il mio corpo è il riflesso di cicatrici che non riesco a nascondere perche parte di me parte del mio essere in questa realtà fluida e instabile, il mio dorso piegato e il mio volto sradicato dal presente...giorni veloci si susseguono in settimane mentre i mesi si rincorrono ciclicamente come il passaggio di queste stagioni sempre piu calde...in questo scorrere la mia anima non trova pace in riti di passaggio trepidi e dolorosi...è come se sia arrivato il momento di scegliere...il futile dal magico, il semplice dal facile, i raggi di una ruota che non smette di girare virtuosamente sui suoi assi di legno tarlati...e come posso sbloccare il mio pianto...quando tra mille sembro l'unico essere a capire il linguaggio perplesso di ciò che spaventa e irrigidsce...senza sosta ne tregua...ogni minuto è un colpo basso inatteso e innocente, bisogno innato di  concretezza, e impulso costante percontinuare a percepire l'infantile voglia di essere al mondo...

ed una luce continua a bruciare, una luce continua a vibrare fervida di dolore...mentre le mie mani laboriose non smettono di trasferire i peniseri su parti d'insolita funzione, ed una scatola diventa l'espressione...de vin, de vertu, de poésie, à votre guise, di una filosofia lungamente vissuta...risultato di un essere al mondo...

DSC_0046

 

le ore passano e questa luce a volte piu lieve ripercuote i suoi movimenti ondulati sulle pareti di questa camera sempre piu irreale, lontana dalle porte di parigi, lontana dalla mia terra, lontana dalle strade che ho percorso fin ora, lontana e sempre ancora piu lontana...pensi e rifletti e continui a far sciogliere i tuoi pensieri, giochi di bambini meticci si trasformano in sorrisi leggeri, parole mute si sviluppano negli sguardi nascosti alla moltitudine...mentre il mio canto è vittima dell'innaturale innata incertezza...lotta d'equilibri, lotta di respiri e repressioni...

una luce si consuma...mentre tento di capire...mentre mi cerco e piango... dove ancora mi porterà il mio orgoglio giallo di foglie morte, fino a dove arriveranno i miei piedi...per quale strana alchimia per quale massima nascosta e insaputa...per quale ragione...per quale logica...una logica nostrana...o solo la mia...o quella di una vita...che ancora una volta non conosco nel presente che atterrisce i miei piedi...

DSC_0137

nomade per definizione, nomade per sensazione, nomade per essenzialità...il sole sorge su questa città, mentre le nuvole continuano a scorrere nell'alto celeste...ed io pioviggino immobile...nel groviglio della mia casa e dei miei pensieri...mi ritrovo sola davanti ad un mare silenzioso che non vuole piu parlare...il vento tace ugualmente...e non mi spinge lontana in giravolte a braccia aperte...mentre un cigno bianco contrasta nel nero fluido di un fiume violato...i miei pensieri si snodano in nuvole di fumo...e risvegliano la consapevolezza di nuovi riti di passaggio...che resettano la mia consapevolezza di essere al mondo...

DSC_0060 

seduta su uno scoglio...in silenzio...un angelo maya sorveglia premurosamente

mentre voci nascoste risuonano come cicliche onde di bassi

 il settanta per cento di te

 la piu grande concquista

per la tua gioia soppressa nascosta ritrovata e rifiutata solo e semplicemente esternata in paure inutili per la loro essenza non fannosorgere la tua sicurezza già per molti

versi

fragile.

la

Zingara

 

 

 


postato da: Larual alle ore marzo 12, 2007 09:45 | link | commenti (2)
categorie: skritturafreska