

...giragiravolta...

in una Parigi lontana che ha dimenticato il suo raggio di sole, dove l'estate sembra una stagione che preferisce saltare, dove la musica non smette mai di vibrare, dove lo spirito non ferma il suo vagare, dove la mente gira anche senza pensare, dove le nuvole sono sempre ferme per piangere ed il vento a volte soffia tra le foglie di alberi che cadono già per terra, stanche
in una Parigi che non si ferma mai, laboriose formiche corrono in direzioni opposte e meticolose di radici senza ragione e reti sporche di nero, tutto gira anche senza pensare, vivendo sottoterra antiche tombe riprendono vita, e sulle loro teste il profumo di apocalisse sembra prender vita nel grigio appesantito di cielo corrotto di ossigeno consumato
in una Parigi sconosciuta c'e un angolo buio dove solo una lanterna brilla, tra costumi sparsi, un accampamento di nidi di ragni che tessono la storia, un cammino cullato soavemente dal dio del sogno, un suono pungente risveglia l'attenzione mentre goccie calde scorrono vivaci, buongiorno assonnato...

scendi apri corri aspetta ora vai avanti fai attenzione gira a sinistra e sempre dritto prima a destra scivola su questa discesa...rue poulet in perpendicolare, barbès da lontano una luce gialla fa il girotondo attorno ad una grande eMme... non prendere il suo foglio bianco, non è buono, ma questo papier di giornale potrebbe esserlo, ma non c'è tempo, 22 minuti prima sarebbe stato diverso, prevedibile e innato ritardo, tre minuti prendi fiato chiudi gli occhi per non vedere anche se già l'hai fatto e allora lo fai per bloccare il to stomaco che gira infretta per quei piedi mangiati dal freddo mentre una bambina cammina al contrario...monta, la saggezza dell'uomo forse ti parlerà anche questa volta...o silenzio...un suono pungente, forse un La, mescolati ora nel ventre di questa città, nero giallo rosso amaranto vivace e spento ride mentre lui piange il bambino dorme ancora e l'anziano chiede l'elemosina ad una ceca donna sola, ora puoi chiudere di nuovo gli occhi, scorre sempre il tuo viaggio come la tua anima regressa, una due tre punto a capo sali sulle mobili scale di babylonia, pass magnetico, corri ancora non è finita...entra nel bosco supera l'arco cinese rosso e antico sulla tua destra un tempio di vetro bianco attira l'attenzione ma segui il sentiero fino alla fine arriverai all'inferno...e li iniziera una nuova giornata...tic tac toc ...scrivi inchiostro turchese, macchia questa mano già stanca e blocca le orecchie delle voci fiabesche...
lo stomaco urla caffeina...esci allora da quel bosco verso i fiori gialli ma cammina lentamente, non c'è la potrai mai fare...il perche...non lo sai..allora vai senza motivazione accumulando sogni e preoccupazioni, prima o poi finirà... tu cammina... sampietrini incastonati di napoli nascoste... torna nel barrio...

diciotto passi
diciotto pensieri
diciotto profumi
diciotto sorrisi
diciotto annni
diciotto lacrime
diciotto baci
diciotto amici
diciotto suoni diversi
frontiere immaginarie prendono vita lascia scorrere allora le ruote, un nano gentile parla, il gatto guarda il carpentiere che nella corte lavora ancora...

solo il tempo di un'armonia e tutto scorre ancora, dove questa volta non lo so...in una casa occupata, in una cantina di vino, in una jamaica malcreata sui binari di un treno sulle ali di un pensiero, nella riddim ripetuta, nello sguardo latinoamericano... un suono pungente prima o poi si risveglia in una Parigi assente.
après, tout s'arret...sbarra gli occhi su questa sensazione inaspettata,
azione, ripercussione, reazione...
e giravolte nell'aria...

sulla porta il dio che danza giusto accanto un germoglio di rami secchi, un quadro vuoto custodisce i tuoi gioielli sopra un filo rosso una sedia giace sileziosamente parla di se, placard e immagini dagli angoli bruciati di umido, arancio bruciato anche lui e foglie di plastica giocano con un triangolo di conchiglie su un telo viola e nero e d'argento spezzato, una tenda di carta di riso regge un leggero riposo di pappaglalli di tutti i suoi colori, una finestra che riflette luce, ma solo la mattina presto quel muro allora diviene mare, questo mausoleo non finisce di racccontare storie su uno specchio ondulato giace il sorriso innocente del capitano e una scatola parla ancora del sunto di casa il cappello di paglia si duplica e triplica la vogllia di sole mentre il fumo sacro di questo pezzo di legno sale in batuffoli di fumo e parla di te...
in tutto questo musica
e solo musica,
armonia,
tristeza,
olbida,
allegra
si
ma non troppo,
andante e stonata,
lontana e violata,
gridata mixata sussurrata
sofferta
creata
improvvisata
decisa e rivoluzionaria
innamorata
sorpresa
e sorprendente,
musica airì, di tucurù,
musica
de vin,
de vertù,
de poesie,
musica in tutte le razze
musica di tutti i colori
e solo musica e niente e nientaltro
di piu
semplicemente musica
...questo vibra ancora nell'aria consumata e stanca...
musica e solo musica questa l'essenza...
musica


Alle volte mi piace giocare il ruolo dello spettatore...a volte sono li, seduta sulle rive del canale... pinard à la man, clup dans l'autre...e occhi attenti... fissati come nel vuoto...per ascoltare...in silenzio senza sentire il peso dell'obbligata risposta...l'argomento piu o meno valido scende con un'insolita indifferenza sul dorso piegato di una ragione che preferisce staccarsi dalla sua natura e snodarsi tra pensieri, ricordi, frasi ascoltate nel vuoto...
è un miscuglio di sensazioni... stanchezza, miel di testa, tristezza, nostalgia e speranza, lottano contro le lacrime represse d'orgoglio...e manca tutto quando già possiedi l'essenziale...come un forte dolore grava sul seno materno, sullo sguardo di donna, sul sorriso infantile...e mille domande come frecce feroci strappano gli ultimi respiri del tuo cervello senza mai dare tregua...e quando riesci ad alzare la bandiera bianca scopri la cosi inattesa solitudine...
ed è cosi forse che nascono le opere d'arte...o semplicemente sono origine di follia... altri direbbero semplicemente la vita... si dice che la vita sia unica... ma ne siamo proprio sicuri?... è forse questo il suo vero peso...un unicità che rende malati ...un'unicita preziosa che scivola negli imbrogli di angeli neri...e arriva un momento, o forse è un momento che si ripete ogni giorno...dove devi trovare la forza di alzare quella testa e aprire quegli occhi e sgranare quelle mani...in logiche che a volte seguono un'unica linea metrica quando le armonie potrebbero essere nascoste in mille ed una nota...
e ripeti svogliatamente che devi smetterla di porti male...che devi smetterla...semplicemente smetterla...perche tutto è semplice, tutto deriva da una scelta...che probabilmente non sarà l'ultima...e qualcuno ti darà prima o poi un'altra opportunità...e poi ti domandi...ma di cosa sto parlando...credevo che tutto quello che potevo desiderare fosse una vita umile, una famiglia, la salute...ma forse non è cosi...perche ho già tutto questo...e non mi basta...questa insoddisfazione che nasce già triste in consapevolezze stravolte da piccole insetti fastidiosi, lasciano intorno al mio corpo un'aria pesante che riesco a curare solo in musica...e quando lei non c'è...allora li...li davvero mi sento sola...
e poi rientri un po nei tuoi deliri, persa...e su una macchina programmata incontri una bella signora bionda e un passeggino...sorriso svelto, bonjour sussurrato...e il pianto di un bambino...la voce materna sussura nuovamente orgogliosa..."non ti preoccupare Ulisses, sarò accanto a te in ogni tua avventura"... et dans chaque aventure... il mio viso si arrossisce, il mio corpo si infiamma, i miei occhi si accendono all'improvviso, e dall'alto lo sguardo attento di un fratello mi sorride... ciao laura, una voce già familiare attira la mia attenzione per la seconda volta mentre mi allontano guardando verso una porta che su una nota si ferma...
ci sentiamo obbligati a seguire una strada, quando la strada ci ha mostrato che esistono altre vie...ma non sai perche ti senti obbligato a seguire la retta...e ti fa male sentirti diverso, e ti fa male capire che non riesci a assaporare...e la saggezza ritorna alle orecchie...ci nu ricchisci...campi...e poi mi domando se è proprio questo il problema...come in un circolo che ha smesso di essere virtuoso e si snoda a spirale verso il basso...et il boulanger all'angolo mi risveglia per la terza: "c'est normal...mais ça c'est seulement un chamin"
e forse forse sono ferma per piangere, cosi come fanno le nuvole, e aspetto... aspetto che il vento mi faccia risollevare e che il sole faccia evaporare i miei malesseri generali...e forse aspetto questo vento da tanto tempo...ma quando arriverà, come una tempesta sarà forte, tumultuoso, imponente...rumoroso...rosso di sabbia... di terra ...

la
zingara
...BUONGIORNO...
e ogni sogno ha una sua logica...ma quando si sogna di essere un pesce....e si muore mangiato da un pesce piu grande...tipo squalo....ma stupido....la logica esiste ancora? o è solo l'Ale che sta impazzendo....
Thomase
ci vediamo à Bratislava
Riti di Passaggio

Immagini confuse e sfocate si ribellano in un corpo staco e fragile, nelle prime luci di un sole pallido come la mia anima riflessa nel rosso dei miei occhi inondati di rabbia ribelle...le mie orecchie ascoltano ripetutamente le strofe di melodie sudate mentre il mio corpo è il riflesso di cicatrici che non riesco a nascondere perche parte di me parte del mio essere in questa realtà fluida e instabile, il mio dorso piegato e il mio volto sradicato dal presente...giorni veloci si susseguono in settimane mentre i mesi si rincorrono ciclicamente come il passaggio di queste stagioni sempre piu calde...in questo scorrere la mia anima non trova pace in riti di passaggio trepidi e dolorosi...è come se sia arrivato il momento di scegliere...il futile dal magico, il semplice dal facile, i raggi di una ruota che non smette di girare virtuosamente sui suoi assi di legno tarlati...e come posso sbloccare il mio pianto...quando tra mille sembro l'unico essere a capire il linguaggio perplesso di ciò che spaventa e irrigidsce...senza sosta ne tregua...ogni minuto è un colpo basso inatteso e innocente, bisogno innato di concretezza, e impulso costante percontinuare a percepire l'infantile voglia di essere al mondo...
ed una luce continua a bruciare, una luce continua a vibrare fervida di dolore...mentre le mie mani laboriose non smettono di trasferire i peniseri su parti d'insolita funzione, ed una scatola diventa l'espressione...de vin, de vertu, de poésie, à votre guise, di una filosofia lungamente vissuta...risultato di un essere al mondo...

le ore passano e questa luce a volte piu lieve ripercuote i suoi movimenti ondulati sulle pareti di questa camera sempre piu irreale, lontana dalle porte di parigi, lontana dalla mia terra, lontana dalle strade che ho percorso fin ora, lontana e sempre ancora piu lontana...pensi e rifletti e continui a far sciogliere i tuoi pensieri, giochi di bambini meticci si trasformano in sorrisi leggeri, parole mute si sviluppano negli sguardi nascosti alla moltitudine...mentre il mio canto è vittima dell'innaturale innata incertezza...lotta d'equilibri, lotta di respiri e repressioni...
una luce si consuma...mentre tento di capire...mentre mi cerco e piango... dove ancora mi porterà il mio orgoglio giallo di foglie morte, fino a dove arriveranno i miei piedi...per quale strana alchimia per quale massima nascosta e insaputa...per quale ragione...per quale logica...una logica nostrana...o solo la mia...o quella di una vita...che ancora una volta non conosco nel presente che atterrisce i miei piedi...

nomade per definizione, nomade per sensazione, nomade per essenzialità...il sole sorge su questa città, mentre le nuvole continuano a scorrere nell'alto celeste...ed io pioviggino immobile...nel groviglio della mia casa e dei miei pensieri...mi ritrovo sola davanti ad un mare silenzioso che non vuole piu parlare...il vento tace ugualmente...e non mi spinge lontana in giravolte a braccia aperte...mentre un cigno bianco contrasta nel nero fluido di un fiume violato...i miei pensieri si snodano in nuvole di fumo...e risvegliano la consapevolezza di nuovi riti di passaggio...che resettano la mia consapevolezza di essere al mondo...
seduta su uno scoglio...in silenzio...un angelo maya sorveglia premurosamente
mentre voci nascoste risuonano come cicliche onde di bassi
il settanta per cento di te
la piu grande concquista
per la tua gioia soppressa nascosta ritrovata e rifiutata solo e semplicemente esternata in paure inutili per la loro essenza non fannosorgere la tua sicurezza già per molti
versi
fragile.
la
Zingara